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La caffettiera napoletana nasce, ormai 200 anni fa, per “colpa” di uno stagnino di Parigi, Jean-Louis Morize. All’inizio era fabbricata in rame poi in alluminio e oggi la possiamo trovare anche in acciaio, materiale decisamente migliore. In quei anni, grazie agli scambi economici, ma soprattutto culturali, quest’invenzione per la sua facilità d’uso, si diffonde in Italia e soprattutto a Napoli trova il maggior successo, dove a sua volta viene perfezionata. A metà del XX secolo la diffusione della Moka di Bialetti sostituisce abbastanza in fretta l’uso della “napoletana” che oggi viene usata il più delle volte dagli affezionati e dai cultori di caffè.

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Invece per quanto riguarda l’origine del termine “cuccumella” deriva da “cuccuma” e fa riferimento ad un vaso di rame o terracotta in cui si fa bollire l’acqua e, a sua volta, deriva dal latino “cucuma”, cioè il paiolo (un particolare tipo di pentola).

LA CUCCUMELLA HA UNA FORMA MOLTO PARTICOLARE ED È COSTITUITA DA QUATTRO ELEMENTI: il serbatoio dell’acqua con una maniglia curva o dritta ed un forellino in alto; il contenitore del caffè a forma di cilindro in cui si inserisce il caffè macinato, che è aperto da un lato ed ha un forellino dall’altro per permettere il passaggio dell’acqua che bolle, e si infila dentro il serbatoio dell’acqua, incastrandosi. Il filtro per trattenere la polvere di caffè e infine il serbatoio in cui si raccoglie il caffè pronto, che si incastra sopra il serbatoio con l’acqua ed ha un beccuccio da cui il caffè pronto può essere versato.

 

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COME FARE UN OTTIMO CAFFÈ METTENDO INSIEME I PEZZI DELLA CUCCUMELLA?

Riempite appena al di sotto del foro di sfiato la parte inferiore della caffettiera con l’acqua (meglio se acqua naturale con un residuo fisso compreso tra i 50 ed i 150 ppm) e ponetela sul fuoco.

 

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Nel frattempo riempite con caffè macinato (medio) il contenitore del caffè: calcolate 5-6 grammi di caffè per ogni tazzina e chiudete con il filtro a vite. Consigliamo di usare un caffè 100% arabica, di ottima qualità, tostato chiaro; l’uso di una miscela con un percentuale di robusta vi porterà come risultato un caffè tropo amaro.

Quando l’acqua comincia a bollire togliete la parte inferiore della caffettiera dal fuoco, infilate la parte superiore contenete il filtro e capovolgetela con attenzione, attendendo che l’acqua scenda delicatamente attraverso il caffè. Nella cuccumella il caffe si ottiene per percolazione che è un procedimento più lento rispetto alla moka, dove il caffè si ottiene per pressione, perciò dopo circa 7-10 min, otterrete un caffè dal corpo leggero e dal gusto più intenso.

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Un metodo più facilitato dove potete usare anche uno specialty coffee senza aver paura di bruciarlo è il metodo elaborato dal trainer Fabio Verona di Costadoro.

Buona cuccumella a tutti!