Mascherine biodegradabili ottenute dal caffè: l’idea vietnamita

L’emergenza Coronavirus ha reso le mascherine oggetti di uso quotidiano: ormai le portiamo perennemente con noi, come le chiavi di casa e il cellulare. Il mondo della moda strizza l’occhio a questo fenomeno, cavalca l’onda proponendo modelli sempre più glamour ed esteticamente accattivanti. Ma c’è una proposta che arriva dal Vietnam, batte tutte quanto a originalità e si basa anche su un nobile intento: ridurre la produzione di plastica e rifiuti riconducibile proprio all’utilizzo delle mascherine monouso.

 

La materia prima? Il caffè. ShoeX è un’azienda calzaturiera vietnamita fondata da meno di un anno che ha già catturato l’attenzione a livello mondiale lanciando sul mercato le scarpe ecosostenibili prodotte con il caffè. La crisi sanitaria e la necessità di utilizzare dispositivi di protezione individuale ha spinto le menti della compagnia a cimentarsi con un curioso esperimento: proprio i chicchi di caffè sono stati utilizzati per realizzare la mascherina AirX. Unica nel suo genere, è biodegradabile, antibatterica, antimicrobica, vegana al 100 per cento e anche riutilizzabile. Un piccolo strumento per tutelarsi dal rischio di contagio evitando, al contempo, di danneggiare ulteriormente l’ambiente.

 

Per andare più nel dettaglio, la mascherina AirX è caratterizzata da due livelli di protezione, cioè da uno strato esterno fatto con un filato di caffè e un filtro interno realizzato sia con caffè che con nanoparticelle di argento. L’argento colloidale è noto da tempi assai remoti per le sue proprietà antibatteriche, disinfettanti e igienizzanti; è considerato da sempre un ottimo rimedio contro virus, funghi e batteri. La mascherina si può lavare tranquillamente, il filtro deve essere sostituito dopo 30 giorni (e nel frattempo non è necessario lavarlo).