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E se il caffè, riposto nell’armadio il suo classico smoking scuro, si vestisse in via del tutto eccezionale di bianco? Che effetto farebbe? In Italia è ancora poco conosciuto, anche se piano piano un numero sempre maggiore di caffetterie sta iniziando a trattarlo e proporlo ai clienti. Non è di certo usuale ma chissà se tra qualche anno non riuscirà a proporsi, quantomeno, come alternativa al ben più classico caffè. Stiamo parlando del caffè bianco, una bevanda in tutto e per tutto simile a quella tradizionale (anzi, di fatto è la stessa) ma che può portare a confondere data la sua colorazione così candida.

Fa strano a dirsi, fa ancora più strano a vedersi, eppure esiste davvero anche se nel nostro Paese (in cui il caffè e la sua tradizione sono intoccabili) sta prendendo piede più lentamente rispetto all’estero. Ma, detto ciò, che cos’è il caffè bianco e perché ha questa inedita colorazione?

Che cos’è il caffè bianco
Almeno nel nostro Paese se ne parla (perlomeno sul web) ormai da un paio di anni, ma in pochi hanno avuto modo di assaporare questa bevanda data la difficoltà nel poterla reperire. Detto ciò, comunque, come fa il caffè a essere bianco? Tutto dipende da come vengono trattati i chicchi all’inizio del processo di lavorazione. Normalmente questi vengono tostati a 230 °C, arrivando ad assumere così la tipica colorazione marrone. Pochi sanno però che prima di diventare scuri i chicchi si schiariscono e se la tostatura (ridotta della metà) si mantiene sui 170 °C questi non arriveranno mai a raggiungere il colore al quale tutti siamo abituati, mantenendosi invece belli candidi come delle mandorle. E pure per questo pure l’azione macchiante dei denti sarà più ridotta.