Paese che vai… caffè che trovi!

Di Giuliana Casalegno. 

 

Il caffè è la bevanda  corroborante più famosa del mondo, molte sono le usanze  e le tradizioni legate  al suo consumo.

Ma qual è il vero caffè?

Per noi italiani il vero caffè è quello espresso ma per gli altri popoli?

 

In Irlanda nel 1943 Joe Sheridan chef del ristorante O ‘ Regan, nei pressi dell’areoporto di Foyness , contea di Limerick,  decise di servire un caffè con whiskey e panna ad una comitiva di sfortunati ed infreddoliti passeggeri rimasti a terra per il volo di rientro cancellato. Questa miscela  diventerà il famoso Irish coffee.

 

 

Risalendo verso nord, anche in Finlandia il caffè è molto amato…. a volte con un abbinamento particolare, però! La ricetta, originaria  della Lapponia ma molto diffusa in Finlandia, prevede infatti   l’unione del caffè amaro con un formaggio tipico,  il Leipäjuusto. tagliato a cubetti e immerso nella bevanda.

 

In Europa del sud, in particolare in Turchia,  il caffè era noto già  dal 1500 quando ad Istanbul si sviluppavano le prime caffetterie, luoghi  di socializzazione ed intrattenimento frequentati anche da intellettuali

Il caffè turco si prepara facendo bollire l’acqua in un bricco dalla forma allungata ‘cezve’ rivestito in ottone.

Quando l’acqua bolle, si toglie dal fuoco e  si aggiunge il caffè macinato fino, insieme allo zucchero. Questa miscela viene fatta bollire  e sobbollire tre volte prima di essere versata nella tazzina; a seconda delle tradizioni  possono essere poi aggiunte altre spezie tra cui cardamomo o  cannella

Il caffè, così ottenuto,  è molto denso per cui è necessario attendere qualche minuto  affinché si depositi il sedimento sul fondo delle tazzine.

In Turchia  i fondi di caffè nella tazzina sono spesso utilizzati dalla “caffeomanzia” per predire il futuro.

L’Unesco ha dichiarato il caffè turco patrimonio immateriale dell’umanità poiché rappresenta la storia e la cultura del Paese.

 

 

Se in Turchia il caffè tradizionale è il “caffè turco”,  in Grecia è il “caffè greco” . La differenza?

Il caffè greco, servito spesso  con i loukoumia, tipici dolcetti greci, era già gustato nell’epoca ottomana ed era, in quei tempi, chiamato caffè turco;  tuttavia a causa dell’invasione turca di Cipro nel 1974 s’inasprirono i rapporti tra i due paesi, tanto che la Grecia fece cambiare il nome da caffè turco a caffè greco. Insomma, preparazione assai simile, ma nome diverso.

Nel kafenion ellenico  ( tipica caffetteria greca)  si può ordinare un caffè “glyko” cioè  dolce, “metrio”,  mediamente zuccherato, “sketo”, senza zucchero  oppure “me gala”, con latte

 

Chi  ha visitato questi splendidi luoghi non avrà potuto inoltre  fare a meno di assaggiare, nella calura estiva, il fresco e rigenerante Frappè greco. Si tratta di una variante più “moderna” della  “bevanda corroborante”: è un  caffè istantaneo  shakerato con acqua fredda e latte (facoltativo),servito con ghiaccio  in un bicchiere alto con cannuccia.

 

Cambiamo continente e ci trasferiamo in Africa.

In Senegal è facile assaporare il “cafè Touba”, bevanda disciplinata da una ricetta della  fine dell’800 dallo sceicco Amadou Bamba che avrebbe introdotto  nel paese l’uso del caffè.

Questa bevanda ha un sapore molto intenso ed è aromatizzata con chiodi di garofano e pepe di Selim o pepe di Guinea , spezia di  sapore piccante, quasi affumicato e con un retrogusto di noce moscata. Le spezie vengono mescolate e tostate con i chicchi di caffè e successivamente macinate in polvere e poi filtrate.

Il “cafè Touba” si dice abbia effetti benefici per l’organismo: l’azione antiossidante del caffè si unisce a quella del pepe che aiuta la digestione e stimola la produzione di endorfine.

 

Attraversando l’Oceano Atlantico, in Messico, si può gustare il Café de Olla.

Questa bevanda viene preparata in una pentola di terracotta (olla) per infusione dei  chicchi di caffè macinati grossi in acqua calda aromatizzata con stecche di cannella e talvolta con anice stellato e scorza d’arancia.Può essere zuccherato con piloncillo: zucchero di canna non raffinato.

 

 

Arrivati in estremo Oriente, più in particolare in Vietnam , il caffè viene preparato in maniera ancora diversa.

Il ca phe sua da consiste in un caffè ghiacciato servito con latte condensato dolce e cremoso che dà alla bevanda una consistenza particolare. Una seconda, comune  variante è il   Cà phê trứng   o caffè all’uovo che viene preparato con un tuorlo d’uovo montato con latte condensato e aggiunto al caffè nero. Una volta macinato, il caffè viene posto all’interno del caratteristico filtro Phin dal quale gocciola direttamente nella tazzina. Sono  utilizzati i chicchi di caffè di varietà robusta tostati insieme a burro e zucchero.

Anche in Vietnam bere il caffè è un rito : è un  momento molto importante di socializzazione anche perché la preparazione del caffè è molto lunga. e richiede ritmi lenti d’attesa.

Il gusto è molto forte e concentrato poiché la varietà Robusta contiene molta più caffeina rispetto all’Arabica.

 

 

In Cina, ad Hong Kong, viene spesso servita la “ Yuanyang”, una bevanda che rappresenta l’incontro tra la tradizione orientale del rito del té  e quella occidentale del caffè.  E’ costituita da una miscela di  caffè, tè nero e latte. Viene preparata facendo bollire il latte con lo zucchero, nel frattempo si prepara il tè  lasciato in infusione con la polvere di caffè per qualche minuto. Infine la bevanda, filtrata attraverso un colino,  può essere servita sia calda che fredda con l’aggiunta di ghiaccio. Da assaggiare sicuramente.

 

In Giappone invece è diffuso il Kan kohi ovvero il “caffè in scatola”.

In ogni angolo della città , nei distributori automatici,  sono infatti vendute lattine contenti caffè freddo o caldo, con e senza latte, zuccherato o “light”.

 

Come si può leggere, la tradizione del caffè è molto variegata…

Dunque.. paese che vai, caffè che trovi.