Il chicco che illuminò il mondo

Di Matteo Bosa – Corso Gastronomo ITS Fondazione agroalimentare Piemonte.

 

Il caffè è una bevanda ormai irrinunciabile nel mondo moderno usata in metodi diversi dal espresso italiano al cezve turco e dal filtrato americano al french press francese ora è una bevanda mondiale usata per motivi diversi quindi questa pianta ha avuto una grande importanza nella storia e cultura mondiale.
L’obiettivo che mi sono dato scrivendo questo articolo però sono due storie avvenute in due luoghi diversi nello stesso periodo unite da una pianta e un ideale, ma prima farò una piccola introduzione storica per far meglio capire il mio messaggio.
Partendo dai primi popoli che riconobbero gli effetti energizzanti dal caffè gli etiopi, anche se la prima diffusione iniziò con l’espansione islamica, infatti fu già usata per riti religiosi per esempio per rimanere svegli durante veglie o riti particolarmente lunghi rendendo per loro il caffè una bevanda mistica e spirituale con varie leggende sulle sue proprietà medicinali o sulla sua creazione.

 

 

Presto il caffè si diffuse in tutto il mondo islamico, coltivato inizialmente dai commercianti yemeniti che lo trasportavano per le maggiori città nordafricane dove nacquero le prime caffetterie come al Cairo e Aleppo posizionate vicino alle università mostrando i primi legami del caffè sia come merce importante sia come bevanda usata da intellettuali.
Da qui inizia la prima storia dalla prima diffusione a livello europeo inizio nel 1500, nelle isole del mediterraneo controllate dagli arabi, ma avvenne effettivamente solo nel 1600 partendo dai porti egiziani, in particolare Mokha, da cui deriverà il nome della caffettiera creata da Bialetti, arriverà prima nelle isole ottomane per poi arrivare a venezia nel 1600 che diffuse il caffè in tutta europa portandolo non solo all’aristocrazia ma anche alla borghesia che stava nascendo diventando nel 1700 la loro bevanda simbolo, la bevanda della borghesia intellettuale che si riuniva nei famosi caffè illuministi, locali in cui l’accesso è aperto a tutti, purché in grado di pagare la consumazione, e tutti possono fermarsi per godere delle discussioni di politica e filosofia degli altri avventori o per leggere i giornali italiani e stranieri che lì si trovano.

 

 

Questi locali si propagano per tutta Europa, il primo nacque a Venezia nel 1645 chiamato “bottega del caffè” ma già nel 1763 si arrivo nella sola Venezia a 218 locali. Per tutto il 1700 i Caffè e salotti divennero il cuore pulsante della cultura europea in quei locali mentre si sorseggiava il caffè si sono pensate le idee fondanti della società moderna dall’Italia a Napoli molto attiva a Milano dove nacque sia l’università dei pugni che il periodico “Il Caffè” dove venivano diffuse e discusse le idee illuministe ed il nome derivato dalla Bottega del caffè di Milano dove erano soliti incontrarsi i fratelli Pietro ed Alessandro Verri e Cesare Beccaria; il nome del periodico rappresenta quanto nella cultura Caffè era sinonimo di discussione libera ed aperta a tutti. In Francia vennero pensate nei caffè le basi della democrazia, del diritto umano e della rivoluzione francese così come avanzo ogni ramo scientifico e filosofico trasformandosi da bevanda mistica e spirituale confinata nel luogo di origine a bevanda simbolica e quasi spirituale legata al concetto di pensiero e discussione diffusa in scala globale, infatti nello stesso momento circa dal 1700 a fine 1800 fu molto importante in un’altra parte del mondo il centro e sud America.

 

Proprio in Sud America si ambienta la seconda storia profondamente interconnessa a quella precedente sempre partendo dal 1600 allora colonie europee diventarono i maggiori produttori di caffè con enormi piantagioni ed essendo diventato, per le colonie spagnole e portoghesi, vietato asservimento dei nativi americani allora per coltivare furono deportati centinaia di migliaia di africani nella tratta atlantica è più il caffè diventava importante in Europa più era remunerativo coltivarlo così da convertire molte delle coltivazioni di cacao in campi di caffè aumentando il bisogno di schiavi portando ad un punto in cui gli schiavi erano così numerosi da rappresentare un problema per possibili rivolte come ad Haiti dove gli schiavi che coltivavano il caffè portarono avanti la rivoluzione haitiana dove essi si liberano e si dichiararono indipendenti.
Continuando ad aumentare in Europa, per tutto il 1700 e 1800, il consumo di caffè, diventando la bevanda non alcolica più consumata di molte nazioni tra cui Italia, Francia e USA, i paesi produttori dovevano trovare un modo per aumentare la produzione di caffè e evitare rivolte portando alla fine alla abolizione della schiavitù in tutti i paesi d’America per tutto il 1800 il primo è stata Haiti seguito da Canada e Argentina e gli ultimi furono Venezuela, Cuba e Brasile grandi produttori di caffè restii a abolire la schiavitù per loro molto redditizia.
In questa parte di mondo per quanto lontana dall’illuminismo europeo il caffè ha portato prima la schiavitù ma in seguito la sua abolizione e in alcuni la democrazia come successo in Europa uniti da una pianta.